Pare che uil percorso di Fiat fino alla scalata Opel sia arrivato ad un punto critico: le previsioni, e i recenti sviluppi, dicono infatti che General Motors e Magna avrebbero raggiunto un’ipotesi di accordo su Opel: in tal senso, potrebbe quindi partire il prestito ponte e l’amministrazione fiduciaria. A dare conferma a quanto detto, ci sarebbero le prime affermazioni di Sergio Marchionne che ha ribadito come “la vita va avanti ugualmente” e che Fiat non parteciperà alle trattative odierne di Berlino.
Alla base del ritiro di Fiat, ci sarebbe il suk arabo messo in piedi dal governo tedesco per strappare l’ultima concessione ai due pretendenti nella speranza di far pagare loro i buchi di bilancio lasciati dalla casa di Russelsheim. Ancora per bocca di Marchionne riusciamo a cogliere il sentore di quanto sta accadendo:
“Le strategie del governo tedesco assomigliano sempre più a una soap opera brasiliana in un anno elettorale, noi per ora puntiamo decisi sulla collaborazione con Chrysler, gruppo con cui speriamo di trovare un accordo entro il 1 giugno. Ciò non vuole affatto sminuire l’interesse per la ricerca di un possibile accordo con i vertici Opel, Fiat rimane comunque nel negoziato”.
Tuttavia, parole queste del sottosegretario all’Economia tedesco Peter Hintze “sta alla Fiat decidere se, quando e in che modo vuole essere coinvolta nella trattativa”. A prendere la parola, anche Luca Cordero di Montezemolo – presidente del gruppo – che dichiara: “Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Se ci saranno le condizioni, bene. Oltre non possiamo andare”.