I ritorni eccellenti in F.1: chi ebbe successo e chi fu un flop

di Moreno Commenta

Formula 1 atto II. Michael Schumacher come Rocky, oppure come Rambo. Ad Hollywood i sequel di successo si contano su una mano e ultimamente il consiglio è evitare di riproporre al pubblico storie già viste. Eppure Schumi non deve aver pensato alla regola non scritta del cinema secondo la quale il primo film è sempre più interessante del secondo. Piuttosto il tedesco della Mercedes GP deve aver preso spunto dai suoi colleghi che nel corso della storia di F.1 si sono ripresentati in pista dopo aver dato l’addio al Circus. Schumacher è il settimo pilota che ha deciso di tornare a guidare e i suoi risultati faranno pendere l’ago della bilancia, visto che attualmente c’è una perfetta parità tra quelli che tornando hanno avuto successo e quelli che si sono rivelati un flop. Niki Lauda, ad esempio, è tra i piloti che sono riusciti a vincere anche dopo il ritiro. L’austriaco aveva deciso di smettere con la F.1 nel 1979, ma tre anni dopo (curiosamente come ha fatto Michael Schumacher) era tornato in pista e dopo aver vinto tre gare, nel 1984 ha conquistato il suo terzo titolo mondiale. Identica storia per Alain Prost che decise di prendersi una pausa nel 1992, per poi tornare l’anno successivo e imporsi con la Williams. Infine Mario Andretti tornò in F.1 dopo averla abbandonata per sostituire in Ferrari Didier Pironi e all’età di 42 anni conquistò la pole position nel Gran Premio d’Italia. Ma se tre glorie della Formula 1 sono state capaci di vincere anche dopo il ritiro, altri tre hanno macchiato la carriera proprio tornando a guidare. Nigel Mansell si ritirò nel 1993, ma nel 1994 era già tornato a bordo della Williams: in due anni corse quattro gara, vincendo in Australia. Ma nel 1995 disputò solo due GP con la McLaren, ritirandosi definitivamente. Emerson Fittipaldi, campione del mondo nel 1972 e 1974, tornò al volante di una monoposto di F.1 dieci anni dopo, ma dopo i test, preferì la serie Indy in America dove ottenne altri successi. Infine ci fu Alan Jones, campione del mondo nel 1980 e ritiratosi l’anno successivo. Tornò in F.1 nel 1983 per guidare la Arrows nella gara di Long Beach, poi nel 1985 con la Haas-Hart e nel 1986 con la Lola ma non ebbe successo.

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