Primi frutti per Lotus, ma contrari al KERS


Era prevedibile che la Lotus non avrebbe potuto competere con Ferrari e McLaren al suo primo ingresso in Formula 1, maggior ragione dopo la confusione del Budget Cup nella precedente stagione inseguita dall’era Mosley. Eppure dei riconoscimenti devono essere fatti al proprietario del team malese Tony Fernandes. La Lotus adesso si trova in posizione di poter arrivare al traguardo con entrambi i piloti, risultati che fino a qualche gara fa non erano immaginabili.

Il giusto lavoro di squadra è la chiave di successo della Lotus, già proiettata alla realizzazione della sua prima macchina per il prossimo campionato di F1. Dicesi prima macchina, perché l’attuale Lotus non è progettata dallo stesso team, ma è frutto di moltissimi acquisti di tutti i materiali riutilizzati successivamente per la creazione della vettura.

Proprio per questo motivo Fernandes, accostando gli elogi, ha rivelato la sua avversità verso la reintroduzione del KERS per il prossimo anno. Il sistema di recupero d’energia è già stato utilizzano nel 2009 da alcune squadre, ma poi abbandonato a causa dei suoi alti costi. Adesso team come Ferrari, Renault e McLaren pare siano interessati a portare nuovamente il sistema dentro lo sport automobilistico per fini commerciali; giustificazione sta nel fatto che il mercato automobilistico sta cercando innovatività nel campo dell’energia pulita.

F1, quando i “vecchi” cominciano a giocare


Ci sono tantissimi aspetti nascosti che rendono la Formula 1 sempre più affascinante. Vi siete mai chiesti perché sul sito ufficiale della Red Bull il maggior numero delle fotografie è riferita al giovane Sebastian Vettel? Semplice! Il team è austriaco e la parte in questione che la compone ha da sempre concentrato le attenzioni attraverso una ricca campagna di investimenti al pilota tedesco.

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito alle strepitose prestazioni di giovani debuttanti come Schumacher, Raikkonen, Alonso ed Hamilton, ma stiamo vivendo un nuovo evento nella Formula 1, dominato negli ultimi due anni da piloti trentenni sui quali nessuno avrebbe scommesso.

L’anno scorso toccò a Jenson Button, mentre quest’anno Mark Webber ha già conquistato due pole position, ha vinto entrambe le gare, battendo il proprio compagno di squadra.

Come se i veterani si stiano riprendendo la propria rivincita. I giovani piloti, come Vettel, Hamilton e lo stesso Alonso, provengono dai grandi programmi che hanno la finalità di indirizzare questi piloti fino alla massima categoria, apparecchiando per essi un tavolo preziosissimo col quale riscattare il proprio successo. Piloti come Webber e Button invece, hanno sempre arrancato in salita, con difficili carriere accompagnate da insuccessi e piazzamenti a metà griglia.

Come ha scritto sul suo diario in questi giorni James Allen, Webber può essere paragonato a Nigel Mansell. Entrambi i piloti hanno incominciato a percorrere la strada del successo dopo i 30 anni, infatti Nigel nel 1985 vinse due gare e l’anno successivo si mise in lista per il titolo piloti, perso proprio alla fine dell’ultima gara.

I media amano criticare, ma Schumacher sta tornando


Nonostante non curi più gli interessi di Michael Schumacher, Willy Weber ex manager del campione, ha attaccato i media che criticano il ritorno del pilota, sostenendo che Schumacher sta già dimostrando una grande passione, la stessa che grazie all’ausilio delle giuste risorse della Mercedes, lo porteranno alla conquista dell’ottavo titolo.

Le cose non sono andate per il verso giusto. L’anno scorso la Brawn grazie al progetto di una macchina in precedenza studiata, ha sfruttato l’occasione per aggiudicarsi il titolo con Button, ma quest’anno le cose sono diverse. Rosberg è già salito due volte sul podio, mentre attualmente la migliore prestazione di Michael è il quarto posto in Spagna, per non parlare della questione Monaco, con la sesta posizione tolta dopo il sorpasso in regime Safety Car ad Alonso.

Intervistato al News of the World , il manager tedesco ha detto:” i media amano dire sciocchezze su Michael. Tutti dicono che non sarebbe dovuto tornare dopo essersi preso una pausa di 3 anni. ma lui tornerà competitivo. Quest’anno assisteremo a qualche competizione nella quale Michael avrà la meglio e l’anno prossimo inizierà la seconda era Schumacher”.

Un nuovo nome per la RB6 di Vettel


Nessuna novità tecnica sul nuovo telaio che la Red Bull sta preparando per Istanbul, eccetto il nuovo nome che Vettel assegnerà come di consuetudine. Il telaio del tedesco è stato danneggiato a Monaco e così verrà sottoposto a delle riparazioni senza l’introduzione di nessuna novità.

Così come fanno i comandanti delle navi o come fecero i bombardieri americani durante la seconda guerra mondiale, anche per Sebastian la propria vettura è degna di essere battezzata con un nome sexy in riferimento ad una donna. Questo lato del giovane pilota evidenzia un’immagine molto umana, calda ma altrettanto divertente.

Anche Schumacher in un’intervista aveva confessato di aver spesso parlato intimamente con la propria auto, momenti che servivano a garantire al pluricampione la giusta concentrazione per portare la macchina in fondo al traguardo.

GP d’Australia: La McLaren domina le libere. Ferrari in difficoltà

Il weekend in Australia della Ferrari non inizia nel migliore dei modi. Durante le prime prove libere all’Albert Park di Melbourne, le F10 di Fernando Alonso e Felipe Massa rimangono sempre distanti dai più veloci del gruppo, mentre la McLaren inizia a lasciare il segno sulla seconda tappa di Formula 1. Nella seconda sessione di prove – andate in scena nella notte italiana – le MP4-25 di Lewis Hamilton e Jenson Button hanno fatto segnare i tempi migliori: 1:25.801 per il campione mondiale 2008 e 1:26.076 per l’iridato del 2009. Alle loro spalle la Red Bull di Mark Webber che nella gara di casa potrebbe inserirsi nella lotta per la vittoria: l’australiano ha fermato il crono a 1:26.248.

La F1 verso New York

Bernie Ecclestone da vecchio lupo non è mai stato sazio, tanto che il britannico oltre

McLaren in commercio, vicino divorzio Mercedes


Ennesimo segno che la McLaren sta per abbandonare definitivamente la Mercedes, costruttore che da anni ha collaborato col team di Woking, è l’inizio della commercializzazione delle prime auto McLaren che a quanto pare avrà inizio a partire dal 2011. In questi giorni attraverso la presentazione della nuovissima MP4-12C la McLaren ha annunciato che la maggior parte delle quote che precedentemente sono state vendute alla casa tedesca sono state riacquistate, quindi la McLaren torna ad essere sempre più inglese.

Il progetto è iniziato da quando Ron Dennis ha abbandonato le corse per potersi dedicare personalmente al progetto commerciale della McLaren, progetto nato proprio per permettere il divorzio dalla Mercedes reso grazi ad un autofinanziamento ottenuto dalle vendita sul mercato internazionale di auto di lusso.

A parte il periodo nero che va dal 1994 al 1997, la saga spionaggio del 2007, Ron Dennis è stato uno degli uomini chiave del successo McLaren, ma adesso l’uomo ha sfide più grandi e grazie al marchio e all’ottima pubblicità della McLaren F1, l’obiettivo da raggiungere è quello di vendere auto dal valore di 150.000 sterline.

Allarme F1! Manca lo spettacolo, la risposta sta nelle gomme


Sicuramente per i ferraristi la vittoria di Alonso ha segnato una straordinaria giornata, ma per gli amanti in generale della Formula 1 il Gran Premio del Bahrein non si è rivelato molto promettente, anzi oltre a deludere per via del poco spettacolo trasmesso, ha significato il terribile andamento che questa stagione pare abbia preso.

Bisogna subito intervenire, modificare qualcosa, perché non è possibile che ogni gara possa essere decisa nella prima curva e quindi dalla prestazione del sabato pomeriggio in qualifica. Pochi sorpassi, piloti sempre cauti a consumare le gomme e macchine che finisco le gare nella stessa posizione di partenza. Schumacher stesso ha evidenziato che si corre il rischio che tutte le future gare prendano la stessa piaga, anche perché senza più i rifornimenti le strategie incidono veramente poco.

Il problema deriva soprattutto dal fatto che la Bridgestone porta due tipi di gomme troppo differenti, infatti per questo Gran Premio sono stati utilizzate le super morbide e le medie. Le prime vengono utilizzate nelle qualifiche e quindi i primi dieci piloti devono obbligatoriamente utilizzare le stesse gomme la domenica ad inizio gara per il primo tratto, per poi affrontare l’altra fase di gara con le medie.

In Bahrain ha vinto anche la Lotus


La chiamano la seconda parte della Formula 1 e sarebbe a dire quella parte formata dalle nuove squadre appena approdate nel mondo delle corse. Tantissime critiche in fasi di prestazioni e sicurezza. Nulla da lamentare dopo il ritiro della Virgin e della Hispania in Bahrain, ma la Lotus contrariamente ha dimostrato di avere una buona affidabilità ed in alcune circostanze ha girato quasi sugli stessi tempi di qualche pilota di mezzo.

E’ già tantissimo che entrambe le macchine abbiano concluso la gara, ma dopo il 30mo giro Heikki Kovalainen ha girato in tempi molto simili ai concorrenti, effettuando per brevissimo tempo un duello con Nico Hulkenberg su Williams. Non c’è da stupirsi se al termine della gara entrambi i piloti del team malese siano stati accolti come se avessero vinto il campionato, perché ciò significa che la squadra ha ottenuto una buona base su cui progettare una macchina che sicuramente potrà sperare di diventare più competitiva.

La vettura fu progettata in soli 6 mesi in modo conservativo, con progetti di base dal punto di vista aerodinamico e di raffreddamento, mentre per il Gran Premio di Spagna sono previsti degli aggiornamenti che permetteranno alla macchina di recuperare qualche secondo e non dei semplici decimi.

Cosa è cambiato in questa F1?


Analizzando la gara del Bahrein è evidente che in tema di spettacolo è cambiato poco se non nulla. Sono mancati i sorpassi, i colpi di scena, le grandi previsioni dovute ai diversi carichi di benzina. Qualche testacoda e purtroppo qualche ritiro di troppo non rendono avvincente lo sport.

Comunque sia i test invernali hanno intravisto molto bene questo inizio stagione. La Ferrari ha dimostrato la sua superiorità grazie all’ottimo lavoro ottenuto da un 2009 sacrificato nelle retrovie, un risultato che mancava da tempo e che è stato ottenuto dall’impegno, dal cedimento forzato di Raikkonen e dal matrimonio tanto atteso con Fernando Alonso.

Lo spagnolo ha dimostrato la sua professionalità adattandosi perfettamente col team in cosi poco tempo, mentre Felipe, autore di un’ottima vgara ha tolto ogni dubbio diffuso da chi lo credeva spacciato dopo il terribile incidente in Ungheria.

Vettel è fortissimo, la Red Bull ha preparato una macchina in poco tempo, ma i suoi progettisti sapranno sicuramente recuperare sul settore dell’affidabilità, dando quindi una macchina degna di vincere al suo impeccabile pilota tedesco.

Hamilton crescerà, la McLaren sicuramente come ha sempre fatto tornerà ancora più competitiva e sicuramente questo accadrà prima di Barcellona. Male anzi malissimo per Jenson Button, che moralmente riceve uno schiaffo dal suo compagno di squadra, una botta per l’attuale campione del mondo che adesso è costretto a lavorare con tantissima pressione, critiche e ripensamenti. Era evidente che nonostante la vittoria del 2009 all’interno del team di Woking Hamilton era indiscutibilmente il più forte e favorito.