Tata Nano, tre esemplari vanno a fuoco

di Riccardo Guerra 1

Abbiamo già parlato, talvolta, di Tata Motors? Se, mi pare proprio di si! Ma quando? Ah, ecco. Enumeravamo le numerose innovazioni che il neo-acquirente di Land Rover e Jaguar aveva apportato alle stesse case automobilistiche britanniche controllate. Raccontavamo del nuovo periodo, florido, dei due fabbricanti di vetture. Oggi, per converso, dobbiamo narrare di uno spiacevole frangente, che sta interessando il costruttore indiano (che fa parte di una holding, Tata Group, la quale rappresenta la più grande azienda privata del Paese) e la piccola utilitaria da essa commercializzata, Tata Nano.

Deputata dell’onere (o dell’onore, vedete voi) di motorizzare l’India, Ratan Tata l’ha voluta economica, ridotta all’osso, poco gravosa (economicamente). Il buon successo, tuttavia, e il nobile intento vengono offuscati, ora, da tre episodi, avvenuti distanti nel tempo, ma così terribilmente collegati tra loro. La nuova utilitaria, Tata Nano, infatti, per tre volte avrebbe preso fuoco: la prima, nell’ottobre dello scorso anno, a Nuova Delhi, la seconda, durante il marzo del 2010, a Mumbai, e l’ultima, databile proprio in questi giorni.

Un avvocato indiano, nello specifico, dopo aver posteggiato a Nuova Delhi, il proprio esemplare di Tata Nano, tergiversando nell’abitacolo, avrebbe notato la fuoriuscita di scintille dalla zona posteriore della vettura, laddove risiede il propulsore bicilindrico di 624 centimetri cubici, che eroga 30 cavalli. Inteso ciò che stava accadendo, egli avrebbe velocemente lasciato l’abitacolo, che, in seguito, è stato carbonizzato dalle fiamme in due minuti.

Il costruttore, dal canto suo, aveva già effettuato un’indagine su Tata Nano, dopo il secondo incendio, e aveva appurato che nessun errore era imputabile al fabbricante per questo genere di incidenti. Alcune malelingue hanno già ipotizzato, per converso, che la colpa sia da affibbiare ai proprietari e ai cablaggi effettuati per inserire prodotti dopo l’acquisto, come vetri a scorrimento elettrico o impianti audio. Ad ogni modo, la casa automobilistica stessa ha annunciato che effettuerà un’ulteriore verifica, in seguito all’accaduto, su Tata Nano, per rilevare la presenza di difetti di fabbricazione.

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