Formula 1, Gran Premio del Belgio: Alonso domina le prove libere del venerdì a Spa

di Moreno Commenta

Si tingono di rosso Ferrari le due sessioni di prove libere del venerdì del Gran Premio del Belgio sul circuito di Spa. E la firma, naturalmente, è quella dello spagnolo Fernando Alonso. Oggi abbiamo assistito però, a due sessioni completamente diverse: la prima bagnatissima, condizionata da una pioggia insistente; la seconda invece più asciutta, ma sempre con un unico leader: Fernando Alonso. Lo spagnolo della Ferrari ha dunque dominato l’intera prima giornata di prove libere del GP del Belgio, delicatissima e fondamentale 13ª prova del Mondiale. Col tempo di 1’49″032 la F10 del due volte campione iridato ha preceduto l’ottima Force India di Adrian Sutil (1’49″157). E già questa può essere considerata una piccola notizia: ovviamente è ancora molto presto per esprimere giudizi tecnici preciso, ma è quanto meno curioso ritrovare Ferrari e Force India in lotta per la supremazia a Spa, esattamente come era accaduto lo scorso anno.

Terzo tempo finale per la McLaren di Lewis Hamilton (1’49″248). L’inglese ha preceduto la Renault di Robert Kubica e l’altra Ferrari di Felipe Massa. Per ora solo sesto posto per la Red Bull, con Sebastian Vettel che ha preceduto l’iridato Jenson Button. Solo apparentemente più in ombra la seconda Red Bull, quella di Mark Webber, leader del Mondiale. L’australiano ha il 18° tempo. Dodicesimo e 13° tempo per le due Mercedes di Michael Schumacher e Nico Rosberg. Indietro i due piloti italiano Liuzzi (16°) e Trulli (20°).

Nella prima sessione invece, disputata interamente sotto l’acqua, come detto il miglior tempo lo aveva stabilito Alonso col tempo di 2’00″797. Lo spagnolo aveva preceduto la McLaren di Hamilton staccato di 7 decimi in 2’01″567. Terzo parziale invece per la Renault di Robert Kubica (2’02″081). La prima delle Red Bull era stata quella di Vettel in quarta posizione (2’02″450), poi la Force India di Sutil e a seguire la seconda McLaren di Jenson Button e la seconda Red Bull di Mark Webber.

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