Marchionne lascia il suo posto di AD nel 2016?

di Riccardo Guerra Commenta

Foto: AP/Lapresse

Nel corso di un discorso tenuto a Treverse City, in Michigan, in occasione di un evento – come riporta il quotidiano nazionale Repubblica sul proprio sito internet -, l’Amministratore Delegato del Lingotto Sergio Marchionne ha annunciato che potrebbe lasciare il suo posto in Fiat S.p.A. e contemporaneamente le sue cariche in Chrysler Group a partire dall’anno 2016. Anche se mancano cinque anni al momento, la sua decisione ci cade tra le mani quasi senza preavviso: abituati a vederlo su quello scranno, sarebbe e sarà complesso abituarsi all’idea di un volto differente (sia per chi lo stima, sia per chi lo disprezza).

Secondo Repubblica, Sergio Marchionne ha dichiarato che l’abbandono potrebbe avvenire già anche nel 2015, ma definitivamente nel 2016: il successore – ha puntualizzato il Chief Executive Officer delle due società – potrebbe arrivare dall’interno (almeno questo è il desiderio del manager). Arrivato nel Consiglio d’Amministrazione del Gruppo Fiat nel corso dell’anno 2003, per volere di Umberto Agnelli, Marchionne è diventato AD di questa morente (all’epoca) azienda italiana il primo giorno del mese di giugno dell’anno 2004 e, da quel momento, ha messo in atto una vera e propria rivoluzione (ancora in corso e non completata: potete azzardare ipotesi, ma non definitivi giudizi). A partire dalla scissione in due società: Fiat S.p.A. e Fiat Industrial S.p.A., con diverso logo e differenti quotazioni.

Il suo progetto prevede di rimodernare tutte le gamme, di ognuno dei brand posseduti, e l’allargamento dei mercati: l’arrivo negli Stati Uniti di Fiat 500 e di Abarth 500, nonché quello futuro di Alfa Romeo sono soltanto alcuni dei passaggi cruciali di questo piano di rinascita (che ha compreso anche l’acquisizione del Gruppo Chrysler). Nato a Chieti nel 1952, Sergio Marchionne avrà sessantaquattro anni nel 2016: un buon momento per chiudere la propria carriera professionale (aurea: è uno dei manager più pagati in Italia).

Ma siamo certi che, nel caso, anche tra i suoi detrattori, in molti lo rimpiangeranno. E siamo certi anche che la sua influenza non si attenuerà con il suo “addio”. Se e quando avverrà.

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