Formula 1, tornano di moda gli anni 80

di Sebastiano Cucè Commenta


Motori Turbo, ground effect. Questi gli elementi che verranno riproposti nei nuovissimi regolamenti che entreranno in vigore a partire dal 2013. Le squadre sono impegnate a trovare accordi che permettano oltre alla riduzione dei costi, un aumento dello spettacolo nelle corse, elemento che negli ultimi periodi è stato fonte di innumerevoli critiche e discussioni.

Il motore Turbo risale alla fine degli anni 70, quando la Renault propose tale innovazione, da prima sottovalutata per motivi di affidabilità, ma che poi fu preferita da tutti i team grazie alle eccezionali prestazioni, tanto da far abbandonare i mitici motori Ford Cosworth.

Il progetto che intende sottolineare anche il rispetto dell’ambiente è costituito da un motore 4 Cilindri Turbo, motori che sicuramente verteranno alla standardizzazione di alcune parti o dell’intero componente. Una Formula 1 che si affaccia sempre di più al verde, grazie a possibili limiti che potrebbero costringere i vari team a non progettare motori che consumino soglie eccessive di carburante, tutto questo ovviamente accompagnato dal ritorno del KERS, il sistema di energia di recupero che debuttò in F1 nel 2009, ma che momentaneamente è stato abbandonato per il forte esubero di costi in fase di progettazione.


Innovazioni che riguardano la parte anteriore dei telai sono assegnati al comproprietario della Williams Patrick Head e all’ex progettista della Ferrari Rory Byrne. In collaborazione con la FIA si sta cercando di modificare le vetture di Formula 1, affinchè vengano incentivati i piloti a maggiori sorpassi. Il sistema F-Duct, innovato quest’anno dalla McLaren verrà reso illegale, mentre si parla dell’utilizzo del Ground Effect, ovvero di una serie di effetti aerodinamici che regalerebbero alle macchine una maggiore deportanza, dunque un considerevole incremento di velocità in curva

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