Lexus CT 200h, quattro modalità di guida

È la prima automobile di segmento C Premium del costruttore nobile, Lexus, che fa capo al colosso nipponico Toyota: Lexus CT 200h verrà esposta anche al Salone di Parigi, l’ultima occasione di partecipare ad una kermesse automobilistica prima della commercializzazione, che dovrebbe avvenire all’inizio dell’anno venturo. La matita un po’ rigida, granitica, lascia spazio a qualche incomprensione visiva, facendo si che non sempre sia possibile apprezzarne il concetto. Ma, oggi, la casa automobilistica orientale ha annunciato un’interessante caratteristica, la quale – forse – potrebbe rendere più appetibile la nuova Lexus CT 200h.

Formula 1, tornano di moda gli anni 80


Motori Turbo, ground effect. Questi gli elementi che verranno riproposti nei nuovissimi regolamenti che entreranno in vigore a partire dal 2013. Le squadre sono impegnate a trovare accordi che permettano oltre alla riduzione dei costi, un aumento dello spettacolo nelle corse, elemento che negli ultimi periodi è stato fonte di innumerevoli critiche e discussioni.

Il motore Turbo risale alla fine degli anni 70, quando la Renault propose tale innovazione, da prima sottovalutata per motivi di affidabilità, ma che poi fu preferita da tutti i team grazie alle eccezionali prestazioni, tanto da far abbandonare i mitici motori Ford Cosworth.

Il progetto che intende sottolineare anche il rispetto dell’ambiente è costituito da un motore 4 Cilindri Turbo, motori che sicuramente verteranno alla standardizzazione di alcune parti o dell’intero componente. Una Formula 1 che si affaccia sempre di più al verde, grazie a possibili limiti che potrebbero costringere i vari team a non progettare motori che consumino soglie eccessive di carburante, tutto questo ovviamente accompagnato dal ritorno del KERS, il sistema di energia di recupero che debuttò in F1 nel 2009, ma che momentaneamente è stato abbandonato per il forte esubero di costi in fase di progettazione.

Chevrolet Cruze Hatchback, immagini ufficiali

Ancora una novità, una soltanto: concedetemi di essere insolente e di mostrarvi ancora un’altra vettura novella – l’ultima della giornata, credo –. Anche per questa volta, battiamo sul tempo il Salone di Parigi e riusciamo a sopraffare d’un mese la più importante kermesse europea della seconda metà del 2010. È la casa automobilistica americana stessa a proporci le prime immagini ufficiali della nuova Chevrolet Cruze Hatchback. A metà tra una station wagon ed un’automobile di segmento C allungata, la nuova versione rimette in gioco il design e la staticità della versione tre volumi.

Fiat 500 Arancia, allestimento esclusivo per il Giappone

Forse per ribadirne una particolarità ed una pregevolezza non comune alle automobili quotidiane. O forse per tenere aggiornato il proprio frizzante listino, che, stringi stringi, ha succo per poche sorsate e che in fatto di tecnologia e personalizzazione cede il passo a novità molto più moderne (come Citroen DS3 e Audi S1). Sicché, memori di quanto sta accadendo ed è accaduto per MINI, l’altra utilitaria di antiche radici e nobili sonorità, anche all’interno del Gruppo Fiat si sta studiando come declinare, in maniera nuova e fresca, la propria Fiat 500, alfiere di un momento più sereno per il costruttore. Fiat 500 Arancia è una versione speciale (finché non si possono produrre geometrie inedite, si passa all’inventare bizzarri allestimenti esclusivi e un po’ vuoti, se volete) destinata al solo mercato giapponese.

Mercedes Classe B 2011, la prima immagine della nuova generazione

Trapela la prima immagine ufficiale della nuova generazione di Mercedes Classe B, la monovolume di 4,27 metri di lunghezza – e, dunque, d’ingombro facile – che il costruttore della Stella a Tre Punte ha commercializzato nel 2005: una vettura inedita, allora, che apriva le porte al fabbricante di Stoccarda in un segmento, quello dei Multi Purpose Vehicle, davvero florido e mai prima d’ora considerato come frontiera del lusso della maison. Mercedes Classe B è stata realizzata sul pianale di Mercedes Classe A (la seconda generazione, nello specifico), la vettura di segmento C con cui ha condiviso anche le motorizzazioni.

Vettel non è protetto come Hamilton


Paragoni, scenari simili o semplici eventi che possono essere confrontati per farsi un’idea su quello che veramente sta succedendo attorno al giovane Sebastian Vettel. Pilota di spicco, appoggiato dalla sua squadra fin da subito, cresciuto sotto il programma juniores, amico di Michael Schumacher, ma momentaneamente in una squadra giovane, nuova tra i top team.

Fernando Alonso ad Agosto aveva spiegato che nell’ultima fase la pressione del campionato si sarebbe fatta sentire e per piloti come Webber e Vettel sarebbe stata dura sopportare tale frustrazione, dovuta proprio all’assenza di titoli iridati. Questo è quello che sta succedendo esattamente ad un pilota di talento, ma poco esperto come Vettel, che a 23 si è ritrovato con una vettura competitiva ad inseguire un titolo da campione del mondo.

Una situazione simile accade nel 2007, quando alla McLaren Lewis Hamilton esordì precocemente, eliminando la concorrenza del compagno campione Alonso, proprio perché l’inglese era pienamente coperto e spinto dal suo team. Alonso era indubbiamente il più forte, perché sapeva preparare la macchina, ma fu Hamilton che nonostante non vinse il titolo a confermarsi un futuro in McLaren.

La Red Bull è un team più giovane rispetto a McLaren e Ferrari, dunque ha molto da imparare nella gestione dei propri piloti. Horner ha sempre smentito il favoreggiamento di Sebastian e questo pare confermarsi nelle ultime gare padroneggiate da Webber. Sportivamente parlando l’attuale politica Red Bull, che sia spontanea o frutto di inesperienza, è la più apprezzata, la migliore, perché rispecchia pienamente il criterio della meritocrazia ottenuto in pista. A sfavore però c’è da dire che il titolo di campione del mondo è assegnabile ad un unico pilota e quando team come Ferrari e McLaren giocano con un’unica punta, è necessario capire che bisogna adattare lo stesso comportamento per far si che il titolo non vada perso ingenuamente.