La Ferrari non ha Newey, ma la Red Bull non ha Alonso

di Sebastiano Cucè 1


Nonostante gli ultimi 20 giri del Gran Premio della Corea hanno dimostrato che Fernando Alonso è un osso duro, la Ferrari è totalmente proiettata per l’anno avvenire, l’anno del riscatto, del ritorno al successo.

L’ala mobile anteriore è un inizio, ma si può parlare di altri particolari che gli italiani di Maranello hanno portato, ma non per migliorare la Ferrari del 2011, ma per studiar i comportamenti di alcuni componenti che tendono ad assomigliare all’ingegneria della Red Bull. La Red Bull detiene un punto di forza nel bilanciamento aerodinamico, grazie alla sua inclinazione dell’ala anteriore e al diffusore posteriore che consente un’altissima pressione.

La Ferrari vista in Corea non ha portato miglioramenti di velocità sui rettilinei o sulle curve veloci, ma ha sicuramente conseguito dei passi avanti sui cambi di direzione.


Alonso per la seconda volta consecutiva( Suzuka e Corea) si è piazzato dietro al compagno Massa nelle qualifiche ed a seguito dell’ultima gara ha voluto ribadire l’importanza per la Ferrari di migliorare proprio in considerazione delle qualifiche del sabato. Sicuramente Alonso e Ferrari stanno muovendosi soprattutto verso questa direzione, magari sacrificando le ultime prestazioni di questo 2011, che tanto di raccogliere non ha a differenza della McLaren che ha dimostrato la sua voglia di sfidare ad ogni singolo evento la Red Bull.

Però è importante dare considerazione all’atteggiamento aggressivo che persiste ancora nel pilota spagnolo. In corea Alonso ha detto:” Ho fatto 20 giri di qualifica per prendere il gruppo di vetture davanti a me. Due giri dalla fine ho avuto un momento nell’ultima curva e io mi sono quasi schiantato contro il muro. Ho chiesto al team quanti giri mancavano alla fine e mi hanno detto due” così Alonso ha risposta alla Ferrari:” non posso farlo ragazzi, è stato abbastanza per oggi“.

Photo credits | Getty Images

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