Benzina, rimane l’accisa sul terremoto in Emilia

di Gtuzzi Commenta

E’ importante evidenziare fin da subito come l’Emilia e gli emiliani abbiano diritto ad ogni tipo di aiuto sia dal punto di vista economico che sotto quello sociale, per via del terremoto che è accaduto durante lo scorso mese di maggio.

benzina accisa definitiva terremoto emilia
Ad ogni modo, la situazione che ha ad oggetto l’accisa sulla benzina a favore della ricostruzione nel territorio emiliano, ha evidenziato certamente una cattiva gestione da parte del governo, che in un primo momento aveva promesso una tassa momentanea, mentre adesso l’ha resa definitiva.

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ACCISA DEFINITIVA

A fine dello scorso mese di maggio, il Governo aveva preso la decisione di aumentare di due centesimi l’accisa sui carburanti per autotrasporto, così come l’uso di fondi che sono stati messi a disposizione grazie alla spending review, promettendo che tale tassa avrebbe avuto carattere provvisorio, dal momento che al termine del mese di dicembre avrebbe dovuto scomparire.
Fin da subito i sindacati Cgil, Cisl e Uil non furono per nulla d’accordo con tale decisione del governo Monti, visto che avrebbero preferito che l’esecutivo trovasse le risorse nel recupero dell’evasione fiscale e nella diminuzione degli sprechi.
Passera, ministro dello sviluppo economico, aveva anche richiesto all’Unione petrolifera di considerare la possibilità di abbassare il prezzo industriale dei carburanti, per poter caricarsi l’onere dell’incremento dell’accisa imposta dal governo.

AUMENTO DI 3 CENTESIMI AL LITRO

Il designo di legge stabilità, però, renderà definitiva gli aumenti sull’imposta legata ai carburanti: l’incremento è pari a 0,42 centesimi al litro e debuttò lo scorso 9 agosto per il finanziamento del bonus locale che va a favore dei gestori delle stazioni di servizi.
In poche parole, si tratta di un aumento pari a tre centesimi al litro, compresa l’IVA, in maniera tale da poter ottenere un miliardo di gettito nel 2013 e 800 milioni di euro a regime, con i soldi, in pratica, prelevati direttamente dalle tasche degli automobilisti.
Il prezzo dei carburanti, quindi, prosegue nel suo folle aumento, ma gran parte della colpa è sicuramente della voracità dello Stato, senza dilungarsi troppo sulla non collaborazione da parte dei Petrolieri.

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