La Ferrari verso il Giappone tra umiltà e senso di squadra

di Alba D'Alberto Commenta

La Ferrari è una squadra, una scuderia ritrovata anche dopo i cambi al vertice e questo non lo si può negare. Soprattutto adesso che è tornata alla vittoria dopo un digiuno assai lungo sulle strade di Singapore, sfodera il suo sorriso migliore e senza illusioni si prepara all’appuntamento nipponico. 

La dichiarazione di Vettel sull’importanza di non montarsi la testa ma di andare avanti con costanza verso la fine del campionato, diventa ancora più importante alla luce della volontà di Raikkonen di aiutare la squadra. Dice il tedesco della Ferrari:

A Singapore è stato fantastico: tutto si è combinato alla perfezione e abbiamo ottenuto il risultato perfetto, ma qui a Suzuka sarà un weekend di gara molto diverso, perché diversi sono il circuito, le condizioni, gli pneumatici diversi. Lì abbiamo visto la Mercedes in difficoltà, ma dobbiamo essere realistici: credo che qui molte cose cambieranno e che in gara saranno loro i favoriti. Noi dobbiamo guardare a noi stessi e al nostro lavoro, abbiamo una buona macchina e, più o meno, possiamo fare bene su tutti i circuiti. La pista mi piace, è una delle miei preferite in calendario e penso che sia il miglior circuito al mondo. Se volete sapere come dovrebbe essere una pista di Formula 1, basta gaurdare il primo settore qui. E’ bello avere così tanti tifosi, qui sono molto appassionati di corse, di Formula 1 e di piloti. E’ l’unico posto dove già il giovedì la tribuna è piena, anche senza macchine che girano, solo per vedere come vengono assemblate e come lavorano i meccanici. Questa è l’unica volta che veniamo nel loro paese, e la maniera in cui dimostrano il loro apprezzamento rende il nostro lavoro molto più gradevole.

Gli fa eco Raikkonen con un semplice:

Spero che entrambi (lui e Vettel) possiamo avere un buon finale di campionato, anche se io ovviamente non sono in lizza per il titolo, ma ovviamente non ho problemi a dare una mano al mio compagno, l’ho fatto anche in passato, siamo qui per lottare per la Ferrari, quindi chissà…

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