La Formula 1 nella Libia post Gheddafi

di gianni puglisi 2


Africa e Formula 1 hanno avuto un passato in comune e nonostante recentemente si era parlato di un ritorno a Città del Capo, nel 2004 fu la Libia a mostrare i primi segnali di interesse nel motorsport. In quella data fu proprio Muammar Gheddafi ad inviare il suo primo ministro Shukri Mohammed ad assistere all’evento inaugurale del Gran Premio del Bahrein.

Questo interesse verso la Formula 1 faceva parte di quella linea politica realizzata a riallacciare i rapporti con l’occidente, ma la causa principale era la potenzialità di attrazione turistica che lo sport nasconde a sé.

La Libia che possiede tutti i requisiti per avere un fortissimo settore turistico: coste, clima caldo, antichità e vicinanza all’Europa, non ha mai saputo sfruttare tali condizioni a differenza della vicina Tunisia. Ciò nonostante i suoi ricavi dal petrolio l’hanno resa tra i paesi con un PIL pro capite più alto in Africa.

L’importanza di avere un buon settore turistico è stato recentemente confermato dalla Banca Centrale libica, che spingendo il governo verso questa direzione asseriva a dei miglioramenti che avrebbero ottemperato ai problemi di disoccupazione del paese.

La Libia ha un passato con le corse automobilistiche. Non tutti sanno che nel 1920, sotto governo del dittatore italiano Benito Mussolini, fu finanziato e creato il Gran Premio di Tripoli, sul circuito di Mellaha, l’allora circuito più veloce del mondo che attirò l’attenzione internazionale per le sue imponenti costruzioni.


Ai tempi non esisteva la Formula 1 come sport, ma le corse hanno partecipato a ben 14 eventi dove si sono sfidati Bugatti, Alfa Romeo, Mercedes, Maserati a tanti altri. La maggior parte dei vincitori delle edizioni furono piloti sotto la bandiera del Regno d’Italia.

Poi dopo la fine delle guerra e con l’ascesa nel 1969 di Ghedafi tutto venne sospeso, ma adesso con la dittatura rovesciata un evento del genere potrebbe aiutare il paese e lo sport che cerca un appuntamento solido in Africa.

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