Doppiati e Safety Car, un problema per la F1


Avremmo assistito ad un finale diverso se le regole sui doppiaggi fossero diverse, specialmente sotto regime di Safety Car se avessimo assistito alle vecchie procedure Fernando Alonso come Mark Webber, avrebbe avuto l’occasione di potersi avvicinare maggiormente alla vetta, regalando sicuramente un maggiore spettacolo per lo sport.

In Brasile non solo si è messo in cattiva luce la presenza di team come HRT e Virgin GP, ma si è constatato che in momenti così importanti come questo finale di campionato non è possibile che i concorrenti per il titolo devono liberarsi dei piloti più lenti che inevitabilmente si ritrovano tra le ruote.

Già durante il normale svolgimento della gara si era notata la difficoltà di Vettel e Webber nel doppiare le varie macchina, ma ciò che ha generato confusione e rabbia è stato durante l’entrata della Safety Car, situazione che ha visto Webber e soprattutto Alonso immersi tra le macchia doppiate. Chi ha potuto godere di tutto questo è stato Vettel, mentre Fernando e Mark prima di ritornare al duello col tedesco hanno sacrificato diversi giri per uscire dalla confusione.

In passato questo non accadeva, perché quando entrava la Safety Car i doppiati dovevano sfilare fino

Hamilton subisce Alonso

Fernando Alonso sta ripetutamente riprendendosi la sua rivincita per essere stato sbattuto fuori dalla McLaren

Red Bull sportiva o avversaria di Webber?


A San Paolo la Red Bull ha ottenuto il suo primo titolo da costruttore, un titolo meritatamente conquistato grazie alla creazione della macchina più forte, in grado di vincere in qualsiasi circuito che quest’anno si sia disputato, ma questa domenica abbiamo assistito ad un evento che dietro a se lascia un dubbio fortissimo che nessun fan di questo bellissimo sport potrà mai svelare.

La Red Bull ha evidenziato il suo comportamento sportivo lasciando correre i suoi piloti liberamente? Non aver fatto vincere Webber e quindi avergli negato di accorciare il gap da Alonso è stato frutto di un atteggiamento del tutto sportivo, oppure il team rivale all’australiano si accontenta del singolo successo del tedesco?

Se la prima opzione è valida allora Fernando Alonso deve obbligatoriamente vincere il suo terzo titolo con un vantaggio che superi i 7 punti, perché lo schiaffo inflitto in Brasile fa male alla Ferrari. Se così fosse ci ritroviamo davanti una squadra dove la priorità sulle corse sono la competitività stessa dei rispettivi piloti, senza l’ausilio di ordini di squadra, atteggiamento del tutto diverso all’interno del team di Maranello.

Questo è un comportamento degno della più grande ammirazione verso il team austriaco, perché l’evoluzione della Formula 1 ha portato le squadre a vivere lo sport come un business con la relativa conseguenza della selezione del pilota più forte, di colui in sostanza che può portare più facilmente la squadra alla vittoria.

Ma è giusto porsi una questione. Se Vettel fosse stato al posto di Webber nella classifica piloti avremmo assistito a gli stessi trattamenti? Difficilmente Christian Horner avrebbe concesso a Webber

Brasile, Gp Interlagos: le FOTO delle qualifiche

Foto: AP/LaPresse

Ci si gioca il Mondiale in Brasile. La Formula 1 si appretsa a vivere l’epilogo – emozionante, avvincente – della stagione e consegnare l’iridato a uno dei tre. Fernando Alonso, Mark Webber, Sebastien Vettel. Come sia andata la giornata di qualifiche – prima ancora di mostrarvelo con immagini fresche che giungono direttamente da quell’asfalto lì, di Interlagos – lo abbiamo dettagliato.

Foto: AP/LaPresse

Nico Hulkenberg ha ottenuto la pole position e ha riportato le Williams sul gradino più alto del podio dopo anni di anonimato mentre dei tre in ballo per la vittoria che conta – il Mondiale, il Mondiale! – va di lusso ai due della Red Bull. Che finiscono secondo – Mark Webber – e terzo – Sebastien Vettel. Tra il terzo e il primo delle Ferrari – Fernando Alonso – ci sta di mezzo Lewis Hamilton.

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Gli idoli di casa, Rubens Barrichello e Felipe Massa, chiudono rispettivamente al sesto e al nono posto. Ora, ogni verdetto verrà confermato – o smentito, dita incrociate! – in gara. Davanti ai microfoni, intanto, Alonso si dice carico e cerca di vivere la mezza delusione della quinta posizione con la spavalderia che sa (anche) di tatticismo necessario: “Dobbiamo essere soddisfatti, avevamo molto da perdere. I nostri rivali diretti sono davanti, vedremo come gestiranno la prima curva“.

Mercedes SLK, i dettagli ufficiali del sistema Magic Sky Control

La casa automobilistica di Stoccarda ha messo a punto caratteristiche inedite per il tetto rigido ripiegabile della nuova generazione di Mercedes SLK: una speciale superficie superiore in cristallo, che può, a scelta, diventare trasparente o essere oscurata, semplicemente attraverso la pressione di un solo pulsante. Il fabbricante della Stella a Tre Punte diventa, così, la prima casa automobilistica nel mercato ad offrire, a richiesta, il tetto metallico ripiegabile Panorama con il nuovo dispositivo MAGIC SKY CONTROL.

Audi riceve due premi al concorso “Volante d’Oro 2010”

Un nuovo riconoscimento per il Gruppo Volkswagen, da aggiungere allo scaffale dei premi, accanto agli ultimi in ordine di tempo (il che sembra il contentino per non essere inclusi nelle sette finaliste nella corsa al titolo European Car of the Year 2011). Nello specifico, il riconoscimento “Volante d’Oro 2010” è da attribuire al brand dei Quattro Anelli, Audi, e, esattamente, all’utilitaria di segmento B Audi A1 e all’ammiraglia di segmento F Audi A8. La piccola citycar, sviluppata sulla piattaforma PQ25 di Volkswagen Polo, Skoda Fabia e Seat Ibiza (e derivate), ha ottenuto il premio nel gruppo “Compatte”, mentre la berlina di oltre cinque metri di lunghezza ha trionfato nella categoria “Auto di lusso”.

Lada Niva, render della nuova generazione

AvtoVAZ, in Russia, la produce dal 1976. Un po’ di stanchezza – che dite? – la possiamo concedere al rude fuoristrada (definirlo Sport Utility Vehicle, equipararlo ad un SUV, non sarebbe corretto), Lada Niva. L’età avanza anche per questa automobile orientale e nel Paese del grande freddo si progetta già una nuova generazione, per soddisfare ancora una volta le aspettative di patria e mercati locali (in Europa, senza dubbio, il successo di una vettura simile non sarebbe tanto facile, anche se Dacia Duster ha smentito ogni definizione precedente). Il nuovo fuoristrada che uscirà dall’avvicendamento generazionale si chiamerà ancora Lada Niva, ma avrà una nuova piattaforma.