Il ritorno della Williams: soldi arabi e Raikkonen


Può un team caduto così in basso ritornare ai tempi d’oro che furono? Frank Williams, 69 anni e fondatore del team ci crede, proprio per questo ultimamente l’uomo si è recato in pellegrinaggio nelle nazioni arabe, tra Qatar e Arabia Saudita per cercare finanziatori che gli possano permettere di risollevare la sua squadra.

Negli anni 70 ci riuscì, infatti attraverso il contratto di sponsorizzazione con la Saudi Arabian Airlines, la Williams ottenne quei soldi che nel 1980 hanno permetto ad un talento come Alan Jones di vincere il campionato del mondo, così come il titolo costruttori.

Frank vuole ricreare le stesse condizioni, vuole dunque avere un buon bilancio per finanziare la sua squadra, far progettare una buona macchina dal nuovo direttore tecnico Mike Coughlan(l’uomo ex McLaren, immischiato nella spy-story) e soprattutto affidare tutto ad un pilota di successo quale Kimi Raikkonen.

Ora le domande che sorgono sono diverse. Supponiamo che Williams riesca ad ottenere i soldi e quindi Raikkonen. In quanto tempo può essere progettata una macchina vincente che attualmente risiede in nona posizione e che vedrà ricevere una remunerazione di soli 43 milioni di dollari, contro i 180 milioni accaparrati dalla Red Bull per la vittoria del campionato?

La Formula 1 nella Libia post Gheddafi


Africa e Formula 1 hanno avuto un passato in comune e nonostante recentemente si era parlato di un ritorno a Città del Capo, nel 2004 fu la Libia a mostrare i primi segnali di interesse nel motorsport. In quella data fu proprio Muammar Gheddafi ad inviare il suo primo ministro Shukri Mohammed ad assistere all’evento inaugurale del Gran Premio del Bahrein.

Questo interesse verso la Formula 1 faceva parte di quella linea politica realizzata a riallacciare i rapporti con l’occidente, ma la causa principale era la potenzialità di attrazione turistica che lo sport nasconde a sé.

La Libia che possiede tutti i requisiti per avere un fortissimo settore turistico: coste, clima caldo, antichità e vicinanza all’Europa, non ha mai saputo sfruttare tali condizioni a differenza della vicina Tunisia. Ciò nonostante i suoi ricavi dal petrolio l’hanno resa tra i paesi con un PIL pro capite più alto in Africa.

L’importanza di avere un buon settore turistico è stato recentemente confermato dalla Banca Centrale libica, che spingendo il governo verso questa direzione asseriva a dei miglioramenti che avrebbero ottemperato ai problemi di disoccupazione del paese.

La Libia ha un passato con le corse automobilistiche. Non tutti sanno che nel 1920, sotto governo del dittatore italiano Benito Mussolini, fu finanziato e creato il Gran Premio di Tripoli, sul circuito di Mellaha, l’allora circuito più veloce del mondo che attirò l’attenzione internazionale per le sue imponenti costruzioni.

FIA e F1, limitate dal 2012 mappature al motore


Finalmente un punto fisso, la FIA ha ufficialmente bandito l’utilizzo delle mappe del motore a partire dall’anno prossimo, così per la gioia di tutti gli ingegneri arriva finalmente una certezza che li renderà liberi di progettare le future macchine su basi certe.

I diffusori che permettono di far passare l’aria dagli scarichi alle superfici aerodinamiche posteriori erano già stati vietati per il 2012, ma si pensava che nonostante ciò qualcuno avrebbe potuto inventare qualcosa che permettesse comunque una maggiore deportanza anche quando i piloti non sono col piede schiacciato sull’acceleratore.

Charlie Whiting e la FIA hanno tagliato la testa al toro, eliminando il problema sin dal principio, dunque non ci si dovrà più preoccupare di come la modalità del motore influenza sul fattore aerodinamico quando le vetture affrontano le curve.

Già questa decisione era stata intrapresa durante il Gran Premio di Silverstone, ma successivamente Red Bull e Renault si lamentarono giustificando che questa modifica presa durante la stagione in corso, avrebbe causato esposizioni in termini di sicurezza. Così si giunse solo ad un compromesso in attesa di maggiori chiarimenti.

Questo particolare è uno dei punti di forza della Red Bull di quest’anno. Newey che recentemente aveva spiegato che la RB8 sarà un’evoluzione dell’attuale macchina, dovrà forse rivedere i suoi piani, così come la Renault che monta appunto gli stessi motori del team campione del mondo.

Vettel vede lontano i 7 titoli di Schumacher


Quando Sebastian Vettel si aggiudicò il suo secondo titolo mondiale, Niki Lauda non aveva dubbi, presto o tardi il giovane tedesco avrebbe raggiunto il Kaiser e forse anche fatto meglio. Sebastian si presenta così, come il più giovane ad aver vinto due titoli mondiali. Ed allora, perché no altri 5? Cosa fa pensare al pilota Red Bull che quest’impresa sia impossibile?

Penso che sia un lungo, lungo cammino” ha detto Sebastian ai giornalisti “Abbiamo avuto due anni fenomenali ed è facile essere sovraeccitati e parlare di queste cose. Sappiamo quanto ci vuole per vincere una gara, per non parlare di un campionato del mondo. E ‘una lunga, lunga strada e io non credo che si possa impostare la destinazione in sette campionati del mondo o qualcosa del genere “.

Così i giornalisti hanno continuato a chiedere se per caso il pilota non creda in una continuità di vittorie nella sua attuale squadra.

Sappiamo che è stata una stagione speciale da tutti i lati, ho avuto una prestazione molto buona, la squadra ha avuto una prestazione fenomenale e la nostra affidabilità è stata grande, senza problemi tecnici con la vettura” poi Vettel ha continuato “È necessario anche quel po’ di fortuna a volte, che ti serve solo a farla franca. Vedremo, stiamo lavorando duramente, le persone qui sono estremamente motivate e sono contento di quello che fanno, che è una buona base“.

Red Bull e Newey: un finale all’attacco!


Insaziabili! Christina Horner è stato chiaro, nelle ultime tre gare che verranno alla Red Bull non si vuole abbassare la guardia e quindi gli obiettivi rimango sempre gli stessi. Dominare, perché oltre al titolo costruttori e pilota il team austriaco vuole chiudere in bellezza portando Webber al secondo posto in classifica.

Newey dal canto suo ha rivelato di non voler cessare gli sviluppi di questa macchina, a patto che gli aggiornamenti per India, Abu Dhabi e Brasile non rivelino i piani previsti per il 2012.

Vogliamo finire l’anno in crescendo, portare Mark al secondo posto nella classifica piloti. Sarebbe bello vederlo vincere una gara” ha detto HornerStiamo andando ad attaccare le ultime gare come una finale di coppa”.

La RB7 avrà ancora qualche aggiornamento secondo Adrian Newey: “Tutta la nostra ricerca è per il prossimo anno, ma se troviamo qualcosa che viene fuori e che riguarda la vettura di quest’anno si può scegliere di farlo a seconda che potrebbe dare via al gioco”.

Se muore la FOTA muore la Formula 1


Quando nel 2008 nacque la FOTA, associazione dei team in Formula 1, l’intenzione era quella di unire i veri protagonisti dello sport contro l’ex presidente della FIA, Max Mosley, l’uomo autore delle orge sado-maso a sfondo nazista, e Bernie Ecclestone, il detentore dei diritti commerciali.

Mosley voleva rivoluzionare lo sport senza il consenso dei team, mentre Ecclestone è una persona che dello sport non ha interesse, se no quello di fare più soldi possibili.

In questi giorni la sopravvivenza della FOTA è messa a duro rischio. I team non sembrano più uniti, anzi è apparso che ultimamente si stiano accusando alle spalle. Il motivo principale è che c’è confusione sul limite delle risorse che ogni squadra può utilizzare in Formula 1 (RRA).

Questo limite che venne accordato proprio per trovare un rimedio a gli alti costi nello sport, sembra non essere rispettato da team come Red Bull e Mercedes, il ché ha creato di sospetti che mettono a dura prova l’esistenza stessa dell’organizzazione.

F1, i grandi progressi della Lotus


Guardando indietro ci sono delle piacevoli novità. La Lotus non fa più parte del terzetto composto da quelle squadre che nel 2010 approdarono in Formula 1, ma che non dimostrarono di tenere il passo. La Lotus adesso è veloce, ha quasi raggiunto il gruppo dei vecchi team e l’anno prossimo oltre ad un’affermazione potrebbe già affacciarsi alla zona punti.

Prima della Corea, il Giappone era considerato l’evento migliore nella storia del giovane team, ma appunto nell’ultima gara l’aver battuto entrambe le Sauber e raggiunta la quattordicesima posizione ha cambiato tutto.

Kovalainen ha battuto Kobayashi e Sergio Perez e se non ci fossero stati problemi di traffico, Jarno Trulli avrebbe raggiunto il suo compagno di squadra mettendosi alle spalle i piloti del team svizzero.

Così Mike Gascoyne, capo tecnico, ha commentato la gara:” Una gara davvero eccellente e una grande prestazione di tutta la squadra” ha detto “So che abbiamo detto che la scorsa settimana in Giappone è stata la nostra più forte corsa ma siamo riusciti a migliorare ancora una volta e battuto entrambe le Sauber”.

La Ferrari non ha Newey, ma la Red Bull non ha Alonso


Nonostante gli ultimi 20 giri del Gran Premio della Corea hanno dimostrato che Fernando Alonso è un osso duro, la Ferrari è totalmente proiettata per l’anno avvenire, l’anno del riscatto, del ritorno al successo.

L’ala mobile anteriore è un inizio, ma si può parlare di altri particolari che gli italiani di Maranello hanno portato, ma non per migliorare la Ferrari del 2011, ma per studiar i comportamenti di alcuni componenti che tendono ad assomigliare all’ingegneria della Red Bull. La Red Bull detiene un punto di forza nel bilanciamento aerodinamico, grazie alla sua inclinazione dell’ala anteriore e al diffusore posteriore che consente un’altissima pressione.

La Ferrari vista in Corea non ha portato miglioramenti di velocità sui rettilinei o sulle curve veloci, ma ha sicuramente conseguito dei passi avanti sui cambi di direzione.