Formula 1, Ferrari salva: la Fia conferma la multa ma non toglie punti al Cavallino. Ora il Mondiale é ancora possibile

Inizia con una vittoria la settimana di Monza per la Ferrari. Il consiglio Mondiale Fia ha infatti deciso solo di confermare la multa di 100.000 dollari al Cavallino, ma di non infliggere ulteriori penalità alla Ferrari e ai suoi piloti. Lo ha anticipato agli organi di stampa il presidente Csai Angelo Sticchi Damiani, membro del consiglio. Questa dunque la decisione che ha giudicato oggi, l’ordine di scuderia impartito dal muretto del Cavallino a Felipe Massa per avvantaggiare Fernando Alonso nel corso dello scorso GP di Germania a Hockenheim. Inoltre, sempre secondo altre indiscrezioni, sarebbe stata anche formulata una proposta per rendere leciti gli ordini di scuderia, come ha confermato Enrico Gelpi, presidente Aci. “Abbiamo una norma che pone delle difficoltà di interpretazione. Sarà rivista. Per noi sarebbe anche opportuno cancellarla del tutto. All’interno della Fia l’orientamento generale è favorevole“.

Formula 1, tornano di moda gli anni 80


Motori Turbo, ground effect. Questi gli elementi che verranno riproposti nei nuovissimi regolamenti che entreranno in vigore a partire dal 2013. Le squadre sono impegnate a trovare accordi che permettano oltre alla riduzione dei costi, un aumento dello spettacolo nelle corse, elemento che negli ultimi periodi è stato fonte di innumerevoli critiche e discussioni.

Il motore Turbo risale alla fine degli anni 70, quando la Renault propose tale innovazione, da prima sottovalutata per motivi di affidabilità, ma che poi fu preferita da tutti i team grazie alle eccezionali prestazioni, tanto da far abbandonare i mitici motori Ford Cosworth.

Il progetto che intende sottolineare anche il rispetto dell’ambiente è costituito da un motore 4 Cilindri Turbo, motori che sicuramente verteranno alla standardizzazione di alcune parti o dell’intero componente. Una Formula 1 che si affaccia sempre di più al verde, grazie a possibili limiti che potrebbero costringere i vari team a non progettare motori che consumino soglie eccessive di carburante, tutto questo ovviamente accompagnato dal ritorno del KERS, il sistema di energia di recupero che debuttò in F1 nel 2009, ma che momentaneamente è stato abbandonato per il forte esubero di costi in fase di progettazione.

Vettel non è protetto come Hamilton


Paragoni, scenari simili o semplici eventi che possono essere confrontati per farsi un’idea su quello che veramente sta succedendo attorno al giovane Sebastian Vettel. Pilota di spicco, appoggiato dalla sua squadra fin da subito, cresciuto sotto il programma juniores, amico di Michael Schumacher, ma momentaneamente in una squadra giovane, nuova tra i top team.

Fernando Alonso ad Agosto aveva spiegato che nell’ultima fase la pressione del campionato si sarebbe fatta sentire e per piloti come Webber e Vettel sarebbe stata dura sopportare tale frustrazione, dovuta proprio all’assenza di titoli iridati. Questo è quello che sta succedendo esattamente ad un pilota di talento, ma poco esperto come Vettel, che a 23 si è ritrovato con una vettura competitiva ad inseguire un titolo da campione del mondo.

Una situazione simile accade nel 2007, quando alla McLaren Lewis Hamilton esordì precocemente, eliminando la concorrenza del compagno campione Alonso, proprio perché l’inglese era pienamente coperto e spinto dal suo team. Alonso era indubbiamente il più forte, perché sapeva preparare la macchina, ma fu Hamilton che nonostante non vinse il titolo a confermarsi un futuro in McLaren.

La Red Bull è un team più giovane rispetto a McLaren e Ferrari, dunque ha molto da imparare nella gestione dei propri piloti. Horner ha sempre smentito il favoreggiamento di Sebastian e questo pare confermarsi nelle ultime gare padroneggiate da Webber. Sportivamente parlando l’attuale politica Red Bull, che sia spontanea o frutto di inesperienza, è la più apprezzata, la migliore, perché rispecchia pienamente il criterio della meritocrazia ottenuto in pista. A sfavore però c’è da dire che il titolo di campione del mondo è assegnabile ad un unico pilota e quando team come Ferrari e McLaren giocano con un’unica punta, è necessario capire che bisogna adattare lo stesso comportamento per far si che il titolo non vada perso ingenuamente.