Tutte le nuove Mitsubishi avranno una variante ibrida

di Riccardo Guerra Commenta

Forse la voglia di uscire da un periodo piuttosto incerto, di poca considerazione nel mondo motoristico in relazione ad altri costruttori orientali e, principalmente, giapponesi, o forse per un reale desiderio di amplificare il risvolto ecologico di sé stessa, l’azienda automobilistica Mitsubishi ha specificato che, a partire dall’anno 2013 (almeno, così si dice: ogni cambio di programma, tuttavia, non è prevedibile ed è sempre possibile, soprattutto), ciascuno dei veicoli della gamma possiederà una declinazione più attenta ai bisogni di Madre Natura: cioè, per essere più precisi, una versione elettrica o una variante ibrida.

Da dove inizieranno le danze eco-friendly di Mitsubishi? Il “la” lo darà una concept car ecologica, Mitsubishi PX-MiEV, che venne esposta al Salone di Tokyo 2010 e che mostrò un nuovo linguaggio estetico (più elaborato rispetto all’attuale spigolosa matita: questa, mi duole dirlo, è tutta un’altra storia). Il crossover che ne nascerà, di dimensioni ipoteticamente medie, potrebbe riciclare la stessa geometria verde del prototipo d’origine: cioè, la vettura che deriverà da Mitsubishi PX-MiEV potrebbe essere equipaggiata con un motore 1,6 litri benzina, quattro cilindri in linea, affiancato a due motori elettrici e ad un gruppo di batterie agli ioni di litio, nonché ad una trasmissione automatica-robotizzata doppia frizione.

Come abbiamo già avuto modo di dire, qualche riga fa, la nuova Mitsubishi PX-MiEV (in assenza di specificazioni ufficiali, non sapendo come chiamare il SUV che verrà prodotto, utilizziamo la denominazione della concept car) non sarà svelata prima del 2013. Parallelamente a questo progetto, potrebbe essere in fase di studio un’altra vettura ibrida: si tratterebbe, questa volta, della media Mitsubishi Lancer Evolution, che potrebbe essere dotata di una geometria di maggiore potenza (si ipotizza che il propulsore a combustione sia rappresentato da un 2,0 litri, quattro cilindri in linea, aspirato, in questo caso). Ma qui, signori, stiamo già passando all’immaginazione e ci stiamo sempre più allontanando dalla concretezza.

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