“Questa di Budapest è una pista speciale per me, lo è diventata dopo l’incidente dell’anno scorso, ma qui mi amano e sono contento che i tifosi siano felici di vedermi“. Felipe Massa torna all’Hungaroring per i Ferrari Racing Days e sottolineando per l’ennesima volta che Budapest gli trasmette sempre emozioni particolari. “Fa un certo effetto rivedere la gente che mi ha aiutato a uscire dalla vettura dopo il mio incidente, così come vedere il dottore che mi ha operato. Quando sono qui vado a mangiare sempre con lui – spiega Massa in un’intervista rilasciata a Sky Sport 24 -. Queste sono le cose più emozionanti, la pista non mi fa particolarmente effetto“. Budapest però è il passato: domenica prossima è in calendario a Monza il Gp d’Italia. “Quella di Monza è un gara molto importante per noi, la corsa di casa per la Ferrari, ma anche per me. Sicuramente confidiamo di essere più competitivi rispetto a Spa, a Monza andrà meglio. Io e Alonso speriamo di fare più punti possibili, ora avremo due gare importanti e speriamo di far bene“. Massa poi ritorna sulla gara di Spa e alla sua presunta falsa partenza: la parte anteriore della sua vettura era posizionata in avanti rispetto alla linea del via. “Non sono partito prima degli altri, ero un pò più avanti, ma io non me ne sono reso conto e non so perchè il tutto sia stato visto dopo“. Ultima battuta sul calcio, il suo Milan ha comprato Ibrahimovic e Robinho e fa sognare i tifosi come lui. “La società ha fatto buoni acquisti e io non vedo l’ora che si torni a giocare, anche perchè la prima partita è stata molto bella“.
Gp della Corea del Sud ok – Intanto è arrivata proprio oggi la conferma che il nuovo GP della Corea del Sud di Formula 1, in programma il prossimo 24 ottobre, si correrà regolarmente. Lo hanno assicurato gli organizzatori, secondo i quali il circuito di Yeongam sarà pronto giusto in tempo per ottenere l’ispezione definitiva della Fia prevista a fine mese. “Abbiamo fatto più del novanta per cento dei lavori sul circuito: il GP sarà un successo, tra 50 giorni si assisterà a un momento storico”, ha garantito il responsabile Chung Yung-cho. Alcune tribune però non sono ancora provviste di sedili, parcheggi e strade d’accesso sono ancora in costruzione e ci sono alcuni punti in cui la pista non è ancora completata: un quadro che fino a poche ore fa, aveva fatto temere sulla reale possibilita’ di veder sfrecciare le monoposto tra un mese e mezzo. L’indiano Karun Chandhok, pilota della scuderia Hispania, ha comunque potuto testare la pista a volante di una Red Bull, giudicandola “piuttosto interessante. Non è ancora finita, ma nell’insieme va”. Anche Ecclestone ha confermato. “Ci sono dei problemi ma crediamo che la gara possa farsi. Il circuito è pronto ma come per tutte le costruzioni manca ancora qualcosa. Magari dovremo montare qualche tenda”, ha scherzato il patron del circus.
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Nato tre anni fa, il Suv cinese Shuanghuan Ceo, sta iniziando a riscuotere un bel successo anche in Italia, e si vende al prezzo di 28500 euro. Le sue caratteristiche sono molto importanti, è lungo 471 centimetri, largo 187 e alto 182, viene mosso da un 2.4 16V Bi-Fuel Basic. Il prezzo non è molto alto, anche perché il motore da 126 Cv Mitsubishi non è proprio di ultima generazione. Ottime invece le parti estetiche che caratterizzano il Suv, vernice metallizzata, interni in pelle, vetri scuri.A differenza della Bmw X5 indubbiamente il confronto è impari, in quanto costa 55 mila euro, praticamente la metà della vettura cinese.
Un Suv con l’opzione 4×4 è difficile trovarla in giro, eppure ecco che Mitsubishi presenta la ASX, al prezzo di 25 mila euro. La vettura è nota per quei sui occhioni a forma di squalo, mentre la calandra è a forma di trapezio. Motore 1.8 diesel che eroga 150 Cv con un consumo medio di 5,5 km al litro ogni 100 km. La sorpresa riguarda il look che è completamente sportivo ed a trazione anteriore per essere giudicato un Suv. Una vettura che nonostante la sua particolarità si porta bene anche nei tratti urbani, nonostante il sedile che però può essere regolabile durante la guida.
Il Mondiale di Rally non vedrà più protagonista il marchio Pirelli, che non ha presentato la documentazione alla Fia per aderire alla lista di fornitori del WRC a partire dalla stagione 2011. O meglio la proposta c’è stata, ma il triennale non è stato reputato idoneo, in quanto la Fia aveva proposto soltanto un accordo annuale, ma la casa milanese si è tirata indietro, ed ha rifiutato la proposta. “Morto un papa se ne fa un altro”, il vecchio detto è valso anche stavolta, e così ecco che la Michelin prenderà il suo posto. Dando l’addio al Rally, la Pirelli potrà riservarle sue attenzioni alle gomme della Formula 1.

Il mercato delle supercar sportive in edizione limitata (quelle per sceicchi e milionari, tanto per intenderci) si arricchisce di un nuovo originalissimo membro: la Arash AF10.
Prodotto in soli 70 esemplari dalla britannica Arash cars, questo bolide – vagamente ispirato alla Ferrari Enzo – sarà disponibile con tre motorizzazioni differenti: un V8 di General Motors capace di sprigionare una potenza pari a 550 cavalli e, più in là, un propulsore da 850 CV e un altro da 1200 CV. Lo sprint 0-60 dovrebbe avvenire in appena 3.4 secondi.
I prezzi di vendita al pubblico della Arash AF10 (proibitivi, come prevedibile) oscilleranno fra i 360.000 euro del modello base al milione e seicentomila euro del top di gamma.

Fatte d’un lusso pesante, visivamente gravose, poco originali. Se volete, persino troppo poco moderne. Dimenticatevi questi attributi: la nuova Maybach sarà differente dall’odierna generazione. Non più semplici riproduzioni della congiunta Mercedes Classe S, l’ammiraglia della casa automobilistica di Stoccarda che ha ridato linfa – poca – e denaro – tanto – alla maison teutonica, nel 2002. Clamoroso cambio di programma, dunque, per il fabbricante di lusso, Maybach, già destinato alla soppressione definitiva: qualche mese fa, infatti, il brand della Stella a Tre Punte di Stoccarda aveva annunciato il fermo proposito di chiudere, ancora una volta, la produzione e di seppellire il nome di lusso. Leggi tutto l’articolo

L’ho detto e continuerò a farlo: il mercato automobilistico, oggi, in seguito alla crisi mondiale nel settore, che ha spazzato via le antiche ideologie economiche e spezzato le vecchie norme che lo regolarizzavano, premia sempre più quelle vetture che, ad un prezzo relativamente limitato (o, ad ogni modo, poco gravoso), offrono buoni contenuti. Almeno, questa pare essere la traiettoria momentanea. Il dopo…chissà (ai posteri conducenti, l’ardua sentenza, avrebbe detto il Manzoni). Certo è che Renault sta cavalcando quest’onda fortunata, con il controllato brand romeno Dacia, che risponde ai canoni di questa nuova economia post-crisi (se ne è andata?). Leggi tutto l’articolo

Ricorderete, senza dubbio, che Toyota e Subaru hanno stretto amicizia, un tempo non molto distante, per realizzare una coupé di dimensioni relativamente contenute e di costo generalmente poco gravoso. La vettura (o le vetture, data la dicotomia che dalla liaison si dipartirà) è stata per molto tempo l’oggetto principale delle chiacchiere della piazza automobilistica: prima l’annunciano, poi la smentiscono, poi la ipotizzano, infine la confermano. Toyota FT-86 (la concept car che il costruttore nipponico ha mostrato, a prefigurazione di ciò che uscirà dal legame industriale, e che è stata chiamata anche Toyota FR-S) sarà una coupé di proporzioni relativamente facili. La citiamo, oggi, perchè pare che il costruttore nipponico abbia già dato il proprio consenso alla realizzazione di una seconda variante: una berlina con le quattro portiere, i tre volumi e tutto il resto. Leggi tutto l’articolo